Orti e colture: ecco il sistema d’irrigazione fotovoltaico

Ecco un nuovo sistema che consente l’irrigazione di orti prelevando l’acqua da cisterne o direttamente da pozzi artesiani senza disponibilità di energia elettrica. Si carica una cisterna dalla quale, per gravità, viene erogata l’acqua.

È la soluzione innovativa ideata e realizzata da Alessandro Ronca, fondatore del PeR, il Parco dell’Energia Rinnovabile, e dal suo staff; verrà presentata in anteprima con il prototipo perfettamente funzionante alla Conferenza Europea degli Ecovillaggi che si terrà dal 14 al 17 luglio negli spazi della Comune di Bagnaia, a Sovicille in provincia di Siena.

«Il prototipo, realizzato con soli 100 watt di moduli fotovoltaici a 12 volt, è in grado di pompare in media circa 2000/3000 litri al giorno di acqua con una prevalenza (massima altezza di spinta) di circa 60 metri – spiega Ronca – La peculiarità sta anche nel fatto che lo stesso tubo che carica la cisterna a gravità viene usato per il prelievo degli eventuali allacci irrigui, da qui la definizione “monotubo” data al sistema».

Questo riduce notevolmente i costi d’istallazione e consente anche di utilizzare tubazioni esistenti senza la necessità di installarne di nuove. «Infatti – prosegue Ronca – una volta immagazzinata l’acqua in cisterne a gravità, si elimina la necessità di installare sistemi di accumulo energetico come le batterie, sfruttando invece l’energia potenziale dell’altezza della cisterna di accumulo stessa. Durante le ore di sole, non idonee all’irrigazione, la pompa fotovoltaica caricherà la cisterna a gravità e al calar della sera, sarà sufficiente aprire la saracinesca della cisterna riempita per ottenere l’irrigazione desiderata».

Una soluzione ingegnosa e a impatto positivo che sfrutta l’energia potenziale rendendo inutile ricorrere a una tecnologia aggiuntiva per conservare l’energia elettrica e quindi garantendo risparmio e durata nel tempo.

«In particolare, la pompa utilizzata è del tipo a diaframma, che consente elevate prevalenze con moderate portate (cioè la quantità di acqua erogata in litri/minuto), con il minimo dispendio energetico – conclude Ronca – Questo sistema può essere potenziato con pompe di maggiori prestazioni e con risultati energetici molto interessanti».

Una idea ingegnosa di valida applicazione agronomica, «che permette di evitare l’uso di pompe sommerse, evitando anche il dispendio energetico molto consistente che implicano. Il sistema proposto dal PeR, durante la disponibilità di sole, ha tutto il giorno per riempire l’accumulo, da dove, al momento del bisogno, si potrà disporre di un’elevata portata irrigua calibrando l’adeguata sezione di tubo e sfruttando solo la caduta naturale gravitazionale dell’acqua».

In caso di necessità emergenziali, guasto o necessità di pompaggio anche durante la notte, sarà sufficiente collegare una batteria autonoma o la batteria di un mezzo agricolo, per attivare comunque il pompaggio grazie all’alimentazione della pompa a soli 12 volt.

Il prototipo è poi stato dotato di un timer meccanico che attiva l’erogazione di acqua per un dato tempo senza l’ausilio di tecnologie elettroniche, poco inclini ad adattarsi all’ambiente agricolo e soggette spesso a rotture, necessità di alimentazione elettrica fornita dalla rete o da una pila alcalina.

Per vederlo in funzione, per ricevere consulenza e imparare a costruirselo da soli al PeR o per acquistarlo già realizzato ecco i contatti:

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