Perché

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Lo scopo principale, contribuire a salvare il mondo, è così ovvio che lo diamo per scontato.

Il PER è nato anche per tre altri motivi.

I tre perchè del PER

Il primo è personale, i fondatori Alessandro e Chiara, dopo aver letto centinaia di libri  sulle energie rinnovabili e sull’agricoltura sostenibile (forse migliaia), un bel giorno hanno deciso che era il momento di passare dalle parole ai fatti; si sono innamorati di questo posto, hanno trovato degli amici competenti che ci stavano ed hanno fatto la scelta della loro vita.

Il secondo motivo è culturale; la regione è incantevole, ma la comunicazione tra le persone, specialmente tra i maschi, si riduce troppo spesso alle “tre C”, ovvero calcio, carte e caccia.  L’Umbria è da tremila anni  un crogiolo di culture e convivialità, ma per conversazioni più ricche di senso bisognava ricreare un posto.

C’è una relazione tra argomenti della conversazione e luoghi: se sei già affiatato con un amico, per parlare basta sedersi su due sassi, ma se le relazioni umane devono essere costruite e ricostruite, in questa epoca di solitudine esperienziale e superficialità dialogica,  occorre dare loro un campo, un luogo concreto di incontro. Siamo convinti che in questa bella Umbria, nel concetto di “bello” si deve comprendere anche la bellezza di scambiare pensieri, emozioni e conversazioni;  se no è una bellezza incompleta e a noi non basta abitare in una cartolina.

Il terzo scopo è un atto d’amore per l’agricoltura;  nella voce “come” raccontiamo da dove siamo partiti: da un terreno abbandonato negli anni ‘60 quando i contadini erano andati in città. L’atto d’amore è stato tornare alla terra unendo le antiche saggezze con un’idea qualificata del lavoro agrario. Si chiama riruralizzazione, ed è un processo preziosissimo, specialmente  in questi anni, mentre la popolazione urbana del mondo sta sorpassando quella rurale.

Il Per è tra Todi ed Amelia nel comune di Guardea, ad un’altitudine di 575 m., in un’area rurale integra, lontano da industrie, territori ad agricoltura industriale ed altri insediamenti produttivi poco ecologici.

Il progetto prende vita nella metà dell’anno 2005 ed i lavori si concludono 4 anni dopo nel maggio del 2009 con l’apertura per il primo corso di Termografia.

Il posto è speciale proprio perché è normale, nel senso non ha nulla dei richiami del turismo di massa: i suoi vantaggi sono qualità della vita, bassissima densità di popolazione, contatto con la natura, lontananza dall’inquinamento, sicurezza, essere un’area d’Interesse Comunitario quindi con alto pregio faunistico e botanico, di fianco a un bosco di 6.000 ettari.

Essere lontanissimo dai campi coltivati in modo industriale garantisce dal pericolo di contaminazioni con agricoltura non bio ed OGM.

Inoltre è un posto strategico per chi viene da lontano e vuole vedere l’Umbria, in queste stradine puoi perderti e vedere, dopo ogni curva, un paesaggio diverso: castelli, borghi, rocche, palazzi, ville, siti archeologici, città d’arte… e poi le iniziative teatrali, jazzistiche e culturali che richiamano gente da ogni Paese.

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